28/12/2007

storie di porto- I Cavi (vedi foto)

 

I Cavi

 

Storia IX

 

 

Nel lavoro del porto si veniva a contatto con le merci più svariate e perciò si usava una varietà di attrezzi da lavoro ,che sarebbe troppo lungo descrivere in maniera diffusa .

 

Tra gli attrezzi più adoperati c’erano certamente i cavi d’acciaio che servivano per imbragare parecchi tipi di merci.

 

Per esempio ,dalla Finlandia arrivavano spesso delle navi che sbarcavano oltre alla tradizionale cellulosa ,anche pali di legno, quelli comunemente usati per le linee telefoniche .

 

Questi pali erano caricati sulla coperta della nave e per rendere più veloce lo sbarco erano preimbragati appunto con dei cavi.

 

Noi, dopo aver scaricato i pali su dei vagoni, li dovevamo recuperare e dopo averne fatto dei fasci li rimandavamo a bordo della nave, che li riportava al porto di origine per utilizzarli per un nuovo carico.

 

Questi cavi naturalmente facevano gola a qualcuno perché, specialmente in campagna ,erano molto utili e perciò qualche contadino li barattava volentieri con qualche pollo ,coniglio  e  ortaggi vari.

 

Una  mattina da una di quelle navi si sbarcava da una stiva pacchi di cellulosa e da un'altra i pali, perciò a terra  si era formato un bel mucchio di cavi.

 

Nella squadra di terra che sbarcava la cellulosa c’erano ,fra gli altri,Tacca e Mattarello .

 

Faccio notare che quando su di un camion si metteva l’ultimo pacco, per dare maggiore sicurezza al carico,gli si metteva un travetto di legno sotto in modo di dare una pendenza verso l’interno che stabilizzava il tutto.

 

.In quella occasione si trovarono, Tacca in alto sui pacchi e Mattarello a terra fra motrice e rimorchio intento a sistemare il travetto. Il compito di quello sopra era di segnalare al gruista quando si poteva posare il pacco.

 

Come andò non si sa ,forse un malinteso ,una distrazione o una manovra sbagliata,fatto sta che il pacco ,dal peso di circa due tonnellate, fu posato sul braccio di Mattarello schiacciandoglielo.

 

Al suo urlo di dolore il pacco fu immediatamente sollevato ma il danno era fatto ,quel braccio era veramente mal ridotto. Immediatamente furono organizzati i soccorsi e Tacca si offrì di portare con la sua macchina il compagno infortunato all’ospedale.

 

Partì a razzo suonando il clacson a tutto spiano, naturalmente al posto di guardia ,al varco portuale ,lo fecero subito passare e in un lampo arrivarono al pronto soccorso dove Mattarello ricevette le cure necessarie. Bisogna dire che l’infortunio era abbastanza grave e passarono parecchi mesi prima che Matarello potesse ritornare a lavorare.

 

Al suo rientro non passò molto tempo che sentì parlare i suoi compagni di lavoro a proposito del suo infortunio con frasi allusive,reticenti, che gli volevano far capire qualcosa ma non si pronunciavano in maniera chiara.

 

Dietro le sue insistenze alla fine qualcuno parlò e gli raccontò tutto.

 

Circolava la voce che quel giorno Tacca durante una pausa aveva caricato sulla sua macchina un paio di cavi e che  aveva di proposito fatto ammainare il pacco sul suo braccio in modo da evitare controlli al varco portuale.52736a290211f6ba783d975e244cc00a.jpg

 

18:52 Scritto da: riomal | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: porto, storie, avventure | OKNOtizie |  Facebook

27/12/2007

Mosca e il silos. storia VIII

Mosca e il Silos Auto

 

Storia VIII

 

Oggi chi, percorrendo la via Aurelia da Albissola arriva a Savona alla sua sinistra può vedere una costruzione modernissima .Questo insediamento è stato chiamato “Grattacielo di Boofil”perché quello è il nome dell’architetto catalano che l’ha progettato .

 

Al suo posto prima c’era un autosilo per mettere a deposito auto nuove, da imbarcare su navi garage,  principalmente destinate agli Stati Uniti.

 

Questo silos era costituito da tredici piani i quali, per permettere una aereazione migliore, non erano chiusi ai lati ma delimitati da robusti muretti e si raggiungevano percorrendo due rampe, una usata per introdurre le auto , l’altra per portarle sulla nave.

 

Dopo l’imbarco il silos veniva nuovamente riempito dalle auto trasportate su delle bisarche provenienti da Torino .

 

Noi portuali provvedevamo sia all’ imbarco che alla introduzione nel silos .

 

Quando eravamo addetti alla introduzione prendevamo le auto appena scaricate dalle bisarche e le portavamo ai piani che di volta in volta ci venivano indicati.

 

Un giorno un paio di noi erano in vena di divertirsi un po’e  misero su uno scherzo a danno di un loro compagno di lavoro.

 

Lo scherzo consisteva nel riempire d’acqua una borsa di plastica e poi attendendo il momento buono mollarla dal quarto piano sulla testa del malcapitato facendogli una bella doccia.

 

Le intenzioni erano quelle ma la faccenda non andò proprio così . Loro pensavano che la borsa durante la caduta avrebbe man mano perso acqua arrivando sulla testa della vittima quasi vuota invece  la borsa arrivò bella piena e se pensate dall’altezza dalla quale era stata mollata ebbe l’effetto di una mazzata.

 

 Tanto è vero che il colpito stramazzò al suolo senza dare più segni di vita, era svenuto con le palle degli occhi girate e stava diventando nero,per fortuna uno tra quelli accorsi per primi con notevole presenza di spirito gli aprì la bocca e infilandogli le dita in bocca gli prese la lingua che essendogli rivoltata in gola gli impediva di respirare.

 

Si dice anche che nell’attesa dell’autoambulanza che nel frattempo era stata chiamata per maggior sicurezza la lingua gli era stata bloccata fuori dalla bocca con una molletta di legno di quelle usate per stendere il bucato.

 

Per fortuna il fatto non ebbe gravi conseguenze e la vittima si riprese subito dopo le prime cure al pronto soccorso. Ma inevitabilmente il fatto ebbe delle conseguenze a livello disciplinare .

 

 I tre protagonisti furono chiamati a rapporto dal Console che dopo” Aveighe leggiu in Strassun de Vitta” gli comunicò che certamente avrebbero subito tutti e tre una sospensione dal lavoro se non fosse venuto fuori l’autore del fatto.

 

 Naturalmente i tre erano mortificati ,con la coda tra le gambe, consapevoli della loro colpa e lì per lì nessuno fiatava . Fu a quel punto che “Celle”   ideatore-coautore dello scherzo con lealtà nei confronti degli altri si fece avanti e si assunse la responsabilità di quanto era accaduto.

 

Purtroppo non mi ricordo se in seguito all’ammissione di colpa furono graziati o se furono condannati a qualche giorno di sospensione . Però ricordo benissimo che per un po’ di tempo i rapporti con l’amico Mosca furono piuttost

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Rosato. storia VI

Rosato

 

Storia sesta

 

 

Il 1964 fu per i portuali savonesi un anno di dure battaglie sindacali

 

.Il ministero della marina mercantile decise di concedere l’uso, in regime di” Autonomia Funzionale” alla Fornicoke, il nuovo pontile attrezzato per lo sbarco del carbone a Vado Ligure.

 

.Tutto questo avveniva in violazione del Codice della Navigazione il quale riconosceva ai portuali il diritto e il dovere di avere l’esclusiva delle operazioni di sbarco- imbarco nei porti.

 

Per contrastare questa violazione, che nascondeva il tentativo di sradicare a livello nazionale questo diritto, si sviluppò una vertenza sindacale che, oltre a dare inizio ad una serie di scioperi, vide anche nascere una serie di manifestazioni che incontrarono la solidarietà e il sostegno di altre categorie di lavoratori savonesi

 

.La situazione era molto tesa.  Per contrastare le manifestazioni il ministero degli interni inviò a Savona il battaglione della celere” Padova”. Questo reparto era stato creato apposta e tristemente noto in tutta  Italia per la durezza dei suoi interventi. Sempre pronto a reprimere in maniera violenta tutte le manifestazioni con le quali i lavoratori richiedevano il riconoscimento dei loro diritti od un miglioramento delle loro condizioni.

 

Falliti tutti i tentativi per arrivare ad un accordo, vista l’intransigenza della controparte ,per il giorno della inaugurazione del pontile i portuali decisero di organizzare una marcia di protesta che partendo da Savona si sarebbe dovuta concludere a Vado, davanti al pontile della Fornicoke.

 

L’ atmosfera era molto tesa, nelle manifestazioni dei giorni precedenti il confronto duro con la celere aveva creato una situazione di rabbia difficile da contenere.

 

Devo precisare che questi avvenimenti io non li ho vissuti personalmente perché in quel periodo ero a militare e perciò queste righe le scrivo sulla base dei racconti che mi sono stati fatti dai miei compagni di lavoro.

 

Può darsi che nel racconto fattomi qualche cosa sia stata,inevitabilmente, esagerata ma da più di uno mi è stato detto che quel giorno si è arrivati vicinissimi ad uno scontro dalle conseguenze imprevedibili .

 

Ritorniamo alla marcia diretta a Vado ,i partecipanti erano migliaia, perché ai portuali ,per solidarietà ,si erano uniti parecchi altri cittadini.

 

Quando il corteo imboccò il rettilineo che portava al pontile sembrava una marea . La tensione aumentava ad ogni metro percorso.

 

Il battaglione Padova era schierato, armi in pugno ,davanti all’ingresso del pontile. Quando il corteo arrivò a pochi metri il comandante intimò l’alt.

 

A questo punto devo dire che mi sono state date due versioni della frase che disse il comandante,una sostiene che in caso contrario avrebbe intimato la carica,l’altra ,ben più grave, sostiene che avrebbe dato ordine di sparare.

 

Quella frase fu sentita solo dalle prime file, le quali incominciarono a rallentare, mentre quelli dietro, ignari di tutto, continuarono a marciare spingendo in pratica i primi in avanti.

 

Per le prime file la situazione era veramente drammatica, la tensione mista alla rabbia e occorre dirlo anche la paura aveva raggiunto livelli altissimi .

 

Uno dei componenti della prima fila era Giuliano Luigi detto “TEDDY”che, nel mentre cercava disperatamente di frenare la spinta che arrivava da dietro, si sentì toccare ripetutamente su una spalla. Si voltò e vide Giorgio Vacca che sventolando, con aria trionfante, la Gazzetta dello Sport  gli disse”Teddy,Teddy, ti e vistu u Milan, u Milan u là cattou Rosato!!!

 

22:28 Scritto da: riomal | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: portuali, scioperi, calcio | OKNOtizie |  Facebook